Cag 500

Cag 500

Mi chiamo Elia Bertollini e coordino il CAG 500, Centro di Aggregazione Giovanile in via Cinquecento, nel quartiere Corvetto.

Il CAG è uno spazio educativo rivolto a ragazzi e ragazze dagli 11 ai 18 anni. È un presidio territoriale che lavora sul tessuto urbano attraverso la relazione, la presenza quotidiana e la costruzione di opportunità di crescita. Non è semplicemente un luogo dove “passare il tempo”, ma un contesto in cui sperimentare protagonismo, confronto e appartenenza.

Le attività si sviluppano nel pomeriggio. Dalle 14.30 alle 16.30 offriamo un servizio di doposcuola; dalle 16.30 alle 18 il lavoro prosegue con laboratori, attività ludiche e momenti di gruppo. L’intervento educativo si muove su un equilibrio costante tra attenzione al singolo e cura del gruppo. Crediamo che imparare a stare insieme sia una competenza fondamentale, soprattutto in una fase delicata come l’adolescenza.

Nel quotidiano ci confrontiamo con temi complessi: isolamento sociale, fragilità relazionali, difficoltà scolastiche, contesti familiari articolati. Il centro diventa uno spazio sicuro dove questi aspetti possono essere riconosciuti e accompagnati, senza giudizio.

Proponiamo laboratori differenziati durante la settimana. Abbiamo attivato un percorso di inclusione sociale in collaborazione con un’altra realtà del territorio, che coinvolge ragazzi con disabilità insieme ai frequentanti abituali del centro. È un’esperienza che educa reciprocamente, che costruisce comunità attraverso la condivisione.

Stiamo avviando un laboratorio di rap come strumento espressivo e narrativo e un laboratorio di difesa femminile, con l’obiettivo di lavorare sulla consapevolezza di sé e sulla percezione del rischio. Organizziamo aperture serali, feste, gite. Il lavoro è integrato con altri servizi della cooperativa: centro diurno, housing sociale, progetti educativi. La collaborazione tra servizi permette di costruire percorsi più continui e coerenti.

Sono cresciuto in un contesto difficile, nel quartiere Barona, in una realtà con problematiche sociali simili a quelle che incontro oggi a Corvetto. Vengo da una famiglia che ha sempre avuto attenzione per le questioni educative e sociali. Questa esperienza personale mi aiuta a comprendere quanto sia importante avere, in determinati momenti della crescita, un adulto di riferimento e uno spazio in cui sentirsi riconosciuti.

I centri di aggregazione giovanile rappresentano un investimento sociale strategico, soprattutto nei quartieri complessi. Sono luoghi di prevenzione, di costruzione di legami, di sviluppo di competenze relazionali. Lavorano prima che le situazioni diventino emergenze. Offrono continuità in un tempo della vita che spesso è attraversato da incertezze e fragilità.

Con la crescita dei ragazzi, cambiano i bisogni. Ogni traiettoria è diversa, ma tutte hanno bisogno di spazi che sappiano accogliere e orientare.

Credo che lavorare in un CAG significhi scegliere di stare nei quartieri, dentro le loro complessità, senza semplificarle. Significa credere che la relazione educativa possa incidere sulle traiettorie individuali e, di conseguenza, sul futuro di una comunità. È per questo che continuo a scegliere questo lavoro, ogni giorno.

Elia