Housing sociale a Milano: una storia di percorsi verso l’autonomia

Housing sociale a Milano:  una storia di percorsi verso l’autonomia

di Lia Primignani, coordinatrice del servizio Housing

Il servizio Housing nasce nel 2000, quando ALER consegna i primi alloggi nella zona Molise-Calvairate per offrire una risposta alle difficoltà abitative di persone sole segnalate dal Centro Aiuto del Comune di Milano. Era un lavoro molto diverso da quello di oggi: meno strutturato, ma già guidato dall’idea di offrire alle persone un punto da cui ripartire.

Io arrivo nel 2010 e ricordo bene quel periodo: il bisogno di una casa iniziava a emergere con sempre più forza nei servizi sociali e diventava evidente che non bastava offrire un alloggio temporaneo. Le persone avevano bisogno di un accompagnamento più ampio, capace di tenere insieme lavoro, stabilità economica e orientamento sul territorio.

Nel 2015 il Comune di Milano introduce il servizio di Residenzialità Sociale Temporanea (RST) e con esso cambia anche il nostro modo di lavorare. L’emergenza abitativa non riguarda più soltanto situazioni di grave marginalità, ma coinvolge una fascia sempre più ampia di cittadini. Il lavoro diventa più strutturato, integrato e costruito in rete con i servizi territoriali.

Ogni inserimento rappresenta l’inizio di un percorso: si entra in un appartamento, ma soprattutto in un progetto. La permanenza ha un tempo definito — generalmente tra i 18 e i 24 mesi — e un obiettivo chiaro: costruire le condizioni per una reale autonomia. Nel tempo abbiamo incontrato fragilità sempre più complesse: problemi di salute, dipendenze, precarietà economica e solitudine. Accanto al sostegno educativo è diventato sempre più importante accompagnare le persone verso una vita autonoma e sostenibile.

Negli anni abbiamo ampliato il servizio e sviluppato anche progetti dedicati ai neo-maggiorenni, oggi una parte importante del nostro lavoro. Si tratta di ragazzi e ragazze che, concluso il percorso di tutela minorile, si trovano ad affrontare la vita adulta senza una rete familiare stabile.

Per molti di loro compiere diciotto anni significa trovarsi improvvisamente soli davanti a responsabilità enormi: cercare lavoro, imparare a gestire una casa, orientarsi nella città e costruire il proprio futuro. Noi li accompagniamo in questo passaggio delicato, offrendo non solo un luogo in cui abitare, ma uno spazio in cui crescere e sperimentare autonomia.

Oggi il contesto urbano è cambiato radicalmente. Milano è diventata una città più costosa e più difficile da abitare per chi vive una situazione di fragilità. Le opportunità si sono ridotte, il costo della vita è aumentato e le persone che arrivano da noi portano storie sempre più complesse.

Questo rende il nostro lavoro più impegnativo, ma anche ancora più necessario. Perché quando una città cambia così profondamente, il rischio di restare indietro cresce per molte persone.

Attualmente gestiamo 25 alloggi distribuiti in diverse zone della città e seguiamo 59 persone tra adulti e minori: storie diverse, ma accomunate dal bisogno di stabilità e ripartenza.In tutti questi anni, una cosa non è mai cambiata: la finalità del nostro lavoro.

L’Housing non significa semplicemente offrire un alloggio temporaneo, ma costruire un percorso che permetta alle persone di ritrovare autonomia e fiducia nelle proprie possibilità.

Perché una casa è il punto da cui ricominciare a camminare con le proprie gambe.

LIA